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LIBRI

Presentazione del libro “Mosaico Afghano” e del libro “Involontaria” a Trieste

locandina76

 

23 novembre 2011 ore 18.00 

Circolo della stampa
Trieste

Presentazione del libro Mosaico Afghano di Alberto Cairo, l'Afghanistan raccontato con gli occhi degli afghani: una vibrante epopea «dal basso» narrata, nel corso di vent'anni, da un testimone d'eccezione, e del libro Involontaria di Susanna Fioretti che racconta missioni umanitarie intrecciate a vicende personali, facendo emergere tra le righe le differenze tra il "nostro" mondo e quello islamico

Alberto Cairo, fisioterapista e scrittore italiano, Delegato in Afghanistan per il Comitato Internazionale della Croce Rossa dal 1989, da tanti anni anima e promotore a Kabul di importanti programmi ortopedici a favore delle vittime di mine antiuomo e per questo candidato nel 2010 al Premio Nobel per la Pace.

«Tutta Kabul si svegliò alle 4 e mezza del primo gennaio 1994. Gli spari dei mitragliatori erano vicini. Udivo grida, forse ordini. La grande vetrata della mia stanza che dava sul cortile era in frantumi. Gettai il cuscino, lacerato da una fila di proiettili conficcati nel muro, vicino all'abat jour. I mitragliatori ripresero, non era tempo di stare a pensare. Chiusi la porta della stanza e mi affrettai di sotto. "Buon 1994"». Alberto Cairo, responsabile dei centri di riabilitazione del Comitato Internazionale della Croce Rossa in Afghanistan, è a Kabul dal 1990. Ha osservato da vicino la fine del regime filosovietico e la guerra civile che ne è seguita (a essa si riferisce il brano citato), la dominazione dei talebani, i bombardamenti americani e l'inquietante conflitto tuttora in corso. Narra, come in un romanzo, un Afghanistan visto attraverso gli occhi della gente comune e delle migliaia di disabili curati; racconta il suo lavoro, gli incontri che l'hanno cambiato e le storie di persone alla ricerca di pace e dignità, fra tragedie e farse. Mutilati che diventano infermieri e maestri, donne alla riconquista di brandelli di esistenza, poveri che ne sostengono altri. E ambiziosi senza scrupoli. Barbuti o rasati, con berretti o turbanti, mutano i regimi e il modo di fare la guerra, non le persone e i loro sogni.

Susanna Fioretti, cooperante e Delegata della Croce Rossa Italiana in numerosi paesi tra cui India, Mauritania e Afghanistan, scrittrice appassionata e appassionante.

Pescatori in un arcipelago dello Yemen colpito dallo tsunami, donne analfabete che tentano di lasciarsi alle spalle i burqa nell'Afghanistan post talebano, famiglie sopravvissute a un devastante terremoto in India, bambini minacciati dalla carestia nel deserto della Mauritania, piccole storie fra le capanne di un villaggio del Mozambico, guerriglia in Sud Sudan e, sullo sfondo, il Mediterraneo. Susanna Fioretti racconta missioni umanitarie intrecciate a vicende personali, facendo emergere tra le righe le differenze tra il "nostro" mondo e quello islamico. C'è passione e una vena d'ironia nel modo in cui descrive il lavoro che, per oltre dieci anni, l'ha tenuta lontana da amici e parenti, soprattutto dai figli le cui mail entrano ed escono dalle pagine del libro, insieme a ricordi di un'agiata vita romana e avventure ecologico-sentimentali in un'isola greca alla Durrell. Spesso le rinfacciano: "tutti bravi a occuparsi dei bambini indiani ma ai nostri vecchi chi ci pensa", e lei stessa s'interroga sulla sua scelta, le sconfitte subite, i limiti della burocrazia umanitaria. Perché "cooperando" si diventa responsabili di vite molto fragili, eppure dotate di una forza esemplare. E nello scambio che sta uno dei sensi dell'azione umanitaria, in cui a volte si prende più di quanto si dà.

 

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L'incontro

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